In Italia sono presenti 46 specie di anfibi tra anuri (rane e rospi, per semplificare) e urodeli (salamandre, tritoni e protei). Pur ancora relativamente numerosi, sono costantemente minacciati dalla fragilità degli ecosistemi in cui vivono e dalla delicatezza dei loro equilibri. Anche le leggende che li riguardano non li hanno in passato aiutati… delle salamandre, almeno a partire dal Medio Evo, si credeva che fossero immuni al calore del fuoco e alle fiamme e quindi divennero immagine araldica di numerose famiglie. Con il tempo la loro presunta invincibilità al calore divenne simbolo di resistenza alle tentazioni, quindi di castità e, in alcuni casi, immagini di Cristo stesso. Nulla di  vero dal punto di vista scientifico naturalmente: sono semplicemente splendidi e vanno protetti in ogni modo!

Come folletti dei boschi, di notte illuminati dalla luna o di giorno, nelle giornate umide e piovose, dalla timida luce del sole, ecco che escono dai nascondigli e fanno capolino nei piccoli ruscelli le salamandre. Lo sgargiante popolo delle salamandre pezzate (Salamandra salamandra) è presente in tutta Italia vicino ai corsi d’acqua più puliti. Questi bellissimi anfibi presentano una colorazione diversa a seconda della sottospecie (14 solo in Europa). La sottospecie presente in Campania (Salamandra salamandra gigliolii) è la più vivace quanto a colori, con predominanza del giallo rispetto al nero, una “colorazione di avvertimento” di non commestibilità per eventuali predatori. 

Contrariamente alle credenze popolari la salamandra è totalmente innocua per l’uomo! L’unica precauzione da adottare è di non sfregarsi gli occhi se avete inavvertitamente toccato una salamandra pezzata, perché il muco secreto dalle ghiandole dell’animale ha potere battericida e quindi può risultare irritante. Evitate però di toccare questi splendidi guardiani della biodiversità soprattutto per loro, tutelatene l’abbagliante bellezza!

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